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Ahi serva Italia, albergo di dolore, nave senza nocchiero in gran tempesta, non più Signora, esemplare di intere nazioni, ma bordello! ...

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italiaCome dovrà finire la politica di Berlusconi????

Panta rei os potamòs (Tutto scorre come un fiume)

« Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell’impetuosità e della velocità del mutamento essa si disperde e si raccoglie, viene e va » (Eraclito, filosofo greco535 aC).

La storia ha più volte insegnato che, consegnare il potere ad una sola persona, non ha mai giovato alla democrazia.

 I casi storici sono tanti come i granelli di una spiaggia, eppure... Come sosteneva Eraclito, l’uomo tenta più volte di discendere il medesimo fiume, con i medesimi tragici risultati.

Solo se il cambiamento e il movimento sono reali si cambiano le cose, mentre l’identità delle cose uguali a sé stesse sono illusorie.
E Berlusconi  “Ridiscende lo stesso fiume”, proponendo gli stessi insulti, gli stessi teoremi propinati agli italiani in tutti questi anni.

Ed ecco che alza continuamente il tono dello scontro. Il pericolo comunista, la sinistra, i magistrati, la stampa, “Annozero”, la Dandini, ecc.

La storia del lupo e dell’agnello comincia a stancare, ed ogni democratico convinto si chiede: quale sarà il prossimo passo del monotono premier?

L’Italia con Berlusconi è diventata un Paese irriconoscibile, la sua storia democratica quasi azzerata.

In effetti, non è stato difficile far collassare un sistema mutandone in modo incongruo la sua struttura, influenzandone la politica attraverso i media e le relazioni tra i suoi elementi.

Non è difficile neanche, con questi metodi, far collassare la coesione sociale del popolo italiano.

Se la politica avesse ancora una logica, se ne potrebbe trarre che Berlusconi è prigioniero della sua stessa ripetitiva arroganza, dalla litania dei sondaggi, ora in crescita, ora in calo, come fossero l’unico programma elettorale, il suo declino è cominciato e non potrà più giocare la carta della fiducia illimitata.
E non mi riferisco alle escorts né alle veline, mi riferisco solo alla vita quotidiana.

Il miglior metodo per far cadere il governo di Berlusconi sarebbe la costruzione di un’alternativa politica in grado di rappresentare i giovani, i lavoratori e le fasce più deboli della società a cui debbono partecipare le delegazioni di base dei sindacati di tutti i settori in modo da poter includere il maggior numero di lavoratori possibile.

 A partire dall’unificazione delle lotte, giovani e lavoratori prendono coscienza della loro forza collettiva andando a colpire i benefici materiali della classi dominante.

 Lo sciopero generale e’ lo strumento fondamentale a disposizione degli sfruttati nei confronti dei potenti.
Solo i lavoratori e giovani organizzati democraticamente attorno ad un programma anticapitalista saranno in grado, nelle lotte, di strappare a Berlusconi, Bersani e al patronato le conquiste sociali di cui abbiamo realmente bisogno.

Lo sciopero deve essere democraticamente organizzato dai giovani e lavoratori stessi. Occorre inoltre smascherare quei dirigenti sindacali che sotto una retorica di falso progressismo difendono in realta i loro privilegi e quelli dei capitalisti. Nessuna alternativa potrebbe scaturire da quelle forze politiche legate mani e piedi con l’assetto di questo sistema fallimentare.

La fine della prima repubblica è stata decretata dalla magistratura, da mani pulite, non da una sconfitta politica o da un voto popolare.

La fine di Berlusconi deve essere sancita dalla politica, non da scandali sessuali o da congiure da palazzo, né tantomeno da condanne giudiziarie che, comunque debbono proseguire il loro corso. Prima la sconfitta politica, poi quella morale giudiziaria. Solo così potremo finalmente liberarcene definitivamente.

Spero risusciti nei cittadini la moralità,  che siano loro a farlo cadere.

Il primo bene di un popolo è la sua dignità.

Mi vengono in mente le parole di Giovanni Falcone « Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché è in ciò che sta l’essenza della dignità umana ». 


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